La Francia conta ormai 4.000 campi, con un aumento del 118% in tre anni, secondo il bilancio pubblicato dalla Federazione francese di tennis nel dicembre 2025. Questa espansione basta per parlare di bolla? Non da sola. Non dimostra né che il mercato sia saturo, né che un nuovo club sarà redditizio ovunque.
La domanda decisiva è locale: quanti giocatori abituali sono raggiungibili e perché sceglierebbero un club invece di un altro?
Dati nazionali, realtà locali
Nel novembre 2025 la FFT stimava in 850.000 il numero di praticanti, di cui 272.000 tesserati. Questi dati testimoniano un notevole interesse, ma non dicono con quale frequenza queste persone giochino, dove abitino né quanto siano disposte a pagare per una partita. Il volume nazionale, quindi, non basta a valutare la domanda solvibile intorno a una struttura.
Anche le strutture sono distribuite in modo diseguale. I dati FFT di fine agosto 2025 censiscono 493 campi in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, cioè circa 10.600 abitanti per campo, contro 333 campi e circa 37.400 abitanti per campo nell’Île-de-France. Questi rapporti illustrano un contrasto, ma non dimostrano né la saturazione in PACA né un’opportunità redditizia in Île-de-France: da soli, non descrivono le abitudini di gioco, le distanze percorse o la concorrenza effettiva.
La prova dei quindici minuti
Immaginiamo tre o quattro club a quindici minuti l’uno dall’altro. Questo scenario non è una constatazione generalizzata: è un modo per porre la questione della concorrenza. Se l’offerta è vicina, cosa farà preferire un club ai suoi vicini?
Il prezzo conta, ma non è l’unico elemento che determina la scelta. Anche la qualità degli impianti, l’accoglienza, gli eventi, la facilità di trovare partner di gioco o una comunità accogliente possono avere un peso. Resta da verificare il loro effetto in ogni singola struttura: un’attività può fidelizzare, ma contano anche i costi e l’organizzazione. Una promozione può riempire una fascia oraria senza migliorarne il margine.
Per capire cosa succede davvero, un club può esaminare il tasso di occupazione per fascia oraria, il ritorno dei giocatori dopo una prima prenotazione, la frequenza di gioco e l’effetto delle promozioni sul margine. Sono aspetti da monitorare, non risultati che si possano dare per scontati.
La Spagna offre spunti, non previsioni
Per il 2024, la Federazione internazionale di padel censiva in Spagna quasi 4.500 club e strutture e circa 17.000 campi. Un rapporto PwC–Playtomic pubblicato nel 2026 indica 17.400 campi e una crescita dell’1,9% nel numero di campi nel 2025. I suoi autori sottolineano il ruolo dell’occupazione, della gestione, della comunità e della fidelizzazione in una fase di maturità. Questa analisi aiuta a comprendere le possibili sfide di un mercato dotato di più strutture; non prova che sia saturo e l’evoluzione della Spagna non predice automaticamente quella della Francia.
La sostenibilità si gioca club per club
I dati disponibili non dimostrano l’esistenza di una bolla francese. Ma la crescita complessiva non garantisce neppure il successo di ogni progetto. Quando l’offerta locale diventa abbondante, la fidelizzazione e l’esperienza del cliente possono assumere maggiore importanza. Gli strumenti di gestione possono aiutare a monitorare le prenotazioni e organizzare le attività; non sostituiscono una domanda sufficiente né una gestione sostenibile.
In definitiva, la domanda giusta non è soltanto «quanti campi?», ma «per quali giocatori, con quale frequenza e con quale motivo per tornare?»
Fonti
- 2025, une saison record pour le padel en Francewww.fft.fr
- SUR-TITRE SUR-TITREguidedudirigeant.fft.fr
- Padel in Spain, growth in courts and player licenses in 2024. Morcillo: “These results reflect the hard work of recent years” | Padel FIPwww.padelfip.com
- El pádel, activo inmobiliario con alta ocupación e ingresoswww.pwc.es


